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23/02/2026

Dal banco al contratto

 

Nelle dinamiche province del Triveneto sta accadendo un fenomeno che ribalta i luoghi comuni sulla disoccupazione giovanile: ci sono studenti che firmano il loro primo contratto di lavoro prima ancora di aver ottenuto il diploma. Non è un’eccezione, ma la realtà consolidata per molti allievi della Fondazione Salesiani INE.

Questo accade perché i centri di formazione professionale non sono solo scuole, ma veri e propri nodi strategici del tessuto produttivo locale. Qui, il passaggio dal banco all'azienda non è un salto nel buio, ma un percorso naturale e accompagnato.

Il "visto si stampi" delle aziende

Le imprese del territorio — dalla meccanica di precisione veneta alla domotica friulana — non aspettano la fine dell’anno scolastico per cercare personale. Partecipano ai comitati tecnici, collaborano alla definizione dei programmi e, soprattutto, entrano nei laboratori per conoscere i ragazzi.

I nostri formatori osservano spesso questo processo di "innesto". Come sosteneva Don Bosco:

"L’educazione è il passaggio di mano di una torcia accesa."

In questo caso, la torcia è la competenza tecnica unita alla passione, che passa dal formatore all'allievo e, infine, all'imprenditore. Quando un'azienda vede un giovane che sa muoversi con sicurezza tra i macchinari e che dimostra educazione e rispetto per le regole, non vuole farselo scappare.

Perché il mercato "prenota" i nostri allievi?

Ci sono tre ragioni principali per cui i profili formati dai Salesiani sono così richiesti:

  1. Realtà, non simulazione: I ragazzi lavorano su commesse reali e con standard qualitativi aziendali. Questo annulla lo shock termico tra scuola e lavoro.
  2. L’attitudine al fare: Un giovane che sceglie la formazione professionale ha già una predisposizione alla concretezza, una dote rarissima e preziosa nel mercato attuale.
  3. La garanzia del Metodo: Le aziende sanno che dietro un allievo salesiano c’è un percorso di crescita umana. Sanno di assumere non solo un tecnico, ma una persona affidabile.

Storie di futuro presente

Le testimonianze che raccogliamo nei nostri centri parlano di ragazzi che, grazie agli stage e ai tirocini curricolari, dimostrano il proprio valore sul campo. Molti contratti di apprendistato vengono siglati proprio in queste occasioni.

Don Bosco amava ripetere ai suoi giovani:

"Volete essere amati? Amate voi stessi le cose che piacciono ai vostri superiori."

Oggi diremmo: "Volete essere scelti? Appassionatevi al lavoro ben fatto". È questa passione che rende i nostri allievi i candidati ideali, capaci di trasformare un’esercitazione di laboratorio in un’opportunità di vita. Nel Triveneto, il futuro non si aspetta: si costruisce, un pezzo alla volta, già tra i banchi di scuola.