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02/02/2026

La pedagogia della presenza

 

In un mondo in cui la comunicazione avviene sempre più attraverso schermi e notifiche, la formazione professionale affronta una sfida inedita: come catturare l’attenzione e il cuore di una generazione che vive immersa nel digitale? La risposta, per la Fondazione FP INE, risiede in un concetto antico ma rivoluzionario: la presenza.

Don Bosco chiamava questo approccio "assistenza", un termine che oggi potremmo tradurre come accompagnamento attivo. Non si tratta di sorvegliare, ma di "stare" con i giovani, condividendo i loro spazi, i loro linguaggi e, oggi, anche le loro tecnologie.

Oltre lo schermo: il valore del "esserci"

Nelle aule e nei laboratori del Triveneto, i formatori salesiani non sono solo trasmettitori di sapere tecnico, ma figure di riferimento costanti. In un’epoca in cui i social media possono creare un senso di isolamento, la presenza fisica e intenzionale del formatore diventa un’ancora di realtà.

Il principio cardine è lo stesso di un tempo:

"L’educazione è cosa di cuore e le chiavi del cuore le possiede solo chi sta con i giovani."

Questo "stare" oggi significa comprendere il mondo digitale dei ragazzi senza demonizzarlo, ma offrendo loro un’alternativa fatta di relazioni autentiche e di lavoro manuale che produce risultati tangibili.

La tecnologia come mezzo, non come fine

I centri di formazione professionale INE sono all'avanguardia: simulatori, software di progettazione e strumenti digitali sono pane quotidiano. Tuttavia, il metodo salesiano insegna che la tecnologia è un potenziatore del talento umano, non il suo sostituto.

Il formatore accompagna l’allievo nell’uso critico di questi strumenti, insegnando che:

  1. L’errore digitale e l’errore reale: Sul web tutto sembra cancellabile; in officina, un pezzo sbagliato richiede riflessione e correzione. È una lezione di realismo fondamentale.
  2. Il linguaggio del rispetto: La cortesia che Don Bosco esigeva nei cortili si traduce oggi nell'educazione digitale e nel modo in cui ci si relaziona con colleghi e tutor.
  3. L’ascolto attivo: In un mare di rumore digitale, trovare un adulto che ascolta davvero le aspirazioni di un giovane è ciò che fa scattare la scintilla dell'apprendimento.

Formare cittadini del mondo (fisico e digitale)

Il Nord-Est chiede professionisti che sappiano navigare l'innovazione senza perdere la bussola dei valori umani. La pedagogia della presenza assicura che il progresso tecnologico sia sempre accompagnato da una maturazione personale.

Come sosteneva Don Bosco:

"Camminate coi piedi per terra e col cuore abitate in cielo."

Oggi potremmo dire: "Lavorate con le tecnologie più avanzate, ma restate connessi con l'umanità che vi circonda". È questo equilibrio che rende i giovani formati dai Salesiani i professionisti più apprezzati dalle aziende del territorio.