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26/01/2026

Oltre il tornio

Nelle dinamiche imprese del Nord-Est, alla domanda "Cosa cerchi in un giovane apprendista?", la risposta più frequente non riguarda solo la conoscenza di un software o di un macchinario. La vera richiesta è: "Cerchiamo giovani affidabili, capaci di stare in squadra e con la voglia di imparare".

Nelle aziende del Triveneto, dove la precisione è un valore e la puntualità è sinonimo di rispetto, le competenze tecniche (hard skills) rappresentano la porta d'ingresso, ma sono le competenze umane (soft skills) a determinare la crescita a lungo termine.

Il "Sistema Preventivo" come metodo per le Soft Skills

Presso i centri della Fondazione Salesiani INE, le soft skills non vengono trattate come semplici moduli teorici. Sono il cuore del metodo educativo applicato quotidianamente. I formatori salesiani non si limitano a trasmettere nozioni, ma guidano i giovani verso quell'ideale che Don Bosco riassumeva in:

"Onesti cittadini e buoni cristiani."

Oggi, questo si traduce nella formazione di professionisti che sentono la responsabilità del proprio compito e che sanno affrontare le sfide lavorative con equilibrio e proattività.

Costruire l'affidabilità tra i banchi e le macchine

Nel tessuto produttivo locale, fatto di filiere integrate e scadenze serrate, un errore tecnico può essere corretto, ma una mancanza di affidabilità frena l'intero sistema. Per questo, il percorso formativo nei centri Salesiani punta su alcuni pilastri fondamentali:

  1. Cura e responsabilità: L'attenzione all'ordine e alla manutenzione del proprio banco di lavoro è il primo esercizio di responsabilità verso il bene comune.
  2. Collaborazione attiva: In laboratorio, come in un'azienda, nessuno vince da solo. I ragazzi imparano che il successo di un progetto dipende dalla capacità di coordinarsi con i compagni.
  3. Resilienza operativa: Il formatore accompagna l'allievo nell'analisi dell'errore, trasformando un pezzo sbagliato in un'occasione di apprendimento e miglioramento.

Un investimento per il territorio

I formatori della Fondazione agiscono come mentori che mostrano, attraverso l'esempio quotidiano, come la professionalità sia fatta di piccoli ma decisivi gesti: la puntualità, la cura del dettaglio, il linguaggio appropriato. Insegnando un mestiere, essi contribuiscono a costruire la spina dorsale dell'economia locale.

In quest'ottica, la visione di Don Bosco rimane straordinariamente attuale:

"Dalla buona o cattiva educazione della gioventù dipende un buon o reo avvenire della società."

Investire oggi sulla formazione umana e tecnica dei giovani significa garantire un domani solido e competitivo a tutto il territorio del Triveneto.