I siti dell'ispettoria

Cliccando sui link sottostanti potrai visitare gli altri siti ispettoriali.

02/11/2026

Sette scuole, un’unica missione: formare i giovani al lavoro e alla vita

Ci sono ragazzi che imparano a programmare una macchina a controllo numerico, altri che realizzano un impianto elettrico, riparano un’automobile, progettano un prodotto grafico o preparano un piatto. Altri ancora si occupano di informatica, coltivano una vite, curano un giardino o lavorano il marmo. Cambiano gli strumenti, i laboratori e le competenze, ma l’obiettivo rimane lo stesso: aiutare ogni giovane a scoprire le proprie capacità e a costruire il proprio futuro.

È questa la missione che unisce le sette Scuole e Centri di Formazione Professionale della Fondazione Salesiani per la Formazione Professionale Italia Nord Est: il Tusini di Bardolino, il Manfredini di Este, il San Marco di Mestre, il Don Bosco di San Donà di Piave, il Don Bosco di Schio, il Bearzi di Udine e il San Zeno di Verona, con la sede dedicata al marmo di Sant’Ambrogio di Valpolicella.

Una rete radicata nei territori

Nell'ultimo anno formativo le scuole della Fondazione hanno accolto 3.088 studenti e attivato 149 corsi, ai quali si sono aggiunti quattro percorsi IFTS e cinque percorsi GOL. L’offerta comprende undici qualifiche, articolate in quattordici indirizzi, e undici diplomi professionali.

Dietro questi numeri ci sono storie, volti e percorsi differenti. Ci sono ragazzi che scelgono la Formazione Professionale dopo la scuola secondaria di primo grado e giovani che vi arrivano dopo un’esperienza scolastica difficile. Ci sono studenti che hanno già individuato con chiarezza il proprio settore e altri che hanno bisogno di essere aiutati a riconoscere i propri talenti.

La didattica laboratoriale permette loro di apprendere attraverso l’esperienza, senza separare il sapere dal saper fare. Le competenze culturali e di cittadinanza si intrecciano con quelle tecniche, mentre il tirocinio e il sistema duale consentono di entrare progressivamente nel mondo del lavoro. La qualifica professionale, conseguita dopo tre anni, è riconosciuta a livello nazionale ed europeo; il quarto anno conduce al diploma professionale e permette di raggiungere una maggiore specializzazione.

Scuole e imprese, un’alleanza che educa

La collaborazione con le aziende non comincia al momento dello stage. Le imprese partecipano alla vita dei centri, aiutano a leggere l’evoluzione delle professioni, contribuiscono all’aggiornamento dei laboratori e segnalano le competenze richieste dal mercato del lavoro.

Questa relazione produce risultati concreti. Secondo l’ultimo Bilancio sociale della Fondazione, l’85% degli allievi formati risulta occupato e, tra questi, il 69% svolge un lavoro coerente con il percorso seguito. Il grado di soddisfazione per i tirocini raggiunge il 90% tra gli studenti e il 91% tra le aziende ospitanti.

Le imprese non cercano soltanto persone capaci di utilizzare una macchina o eseguire correttamente una lavorazione. Hanno bisogno di giovani puntuali, affidabili, disponibili a imparare, capaci di collaborare e di affrontare un problema con responsabilità. Per questo la preparazione tecnica non può essere separata dalla formazione umana.

Il lavoro come progetto di vita

La Formazione Professionale salesiana nasce dall’esperienza di don Bosco con i giovani apprendisti della Torino dell’Ottocento. Egli visitava le botteghe, dialogava con gli artigiani e si preoccupava che i ragazzi imparassero un mestiere senza essere sfruttati. Aveva compreso che il lavoro poteva diventare uno strumento di educazione, dignità e partecipazione alla vita sociale.

Oggi quella stessa intuizione continua nei laboratori dei CFP. Il formatore non è soltanto un tecnico che trasmette conoscenze, ma un adulto che accompagna, incoraggia e insegna ad affrontare anche l’errore e la fatica. L’attenzione alla persona contribuisce a contrastare la dispersione scolastica: nell’anno formativo 2024-2025 la percentuale degli allievi ritirati o dispersi si è fermata al 3%.

Per le famiglie, i CFP rappresentano un ambiente nel quale i figli possono essere conosciuti e accompagnati. Per le imprese sono partner nella preparazione delle professionalità necessarie allo sviluppo. Per le istituzioni costituiscono un presidio educativo capace di promuovere inclusione, occupazione e coesione sociale.

Sette scuole, dunque, ma un’unica missione: preparare lavoratori competenti e, nello stesso tempo, persone responsabili. Perché imparare un mestiere significa anche imparare a stare nel mondo, contribuendo con il proprio lavoro al bene della comunità.